Confronto tra clorexidina alcolica al 2% e iodopovidone alcolico per la prevenzione delle infezioni nell’impianto dei dispositivi per terapia di resincronizzazione cardiaca: lo studio CHLOVIS
Lo studio randomizzato CHLOVIS, su oltre 2.200 pazienti sottoposti a impianto di dispositivi per CRT, non ha mostrato differenze significative nelle infezioni tra clorexidina alcolica al 2% e iodopovidone alcolico.
La terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) è una terapia efficace nei pazienti con scompenso cardiaco a bassa frazione di eiezione e blocco di branca sinistra, in grado di ridurre il rischio di ospedalizzazioni per scompenso cardiaco e la mortalità. La procedura di impianto dei dispositivi per la CRT è tuttavia gravata da un rischio di infezione significativamente più alto rispetto agli altri dispositivi elettronici cardiaci impiantabili a causa della maggiore complessità e durata della procedura e del maggior numero di elettrocateteri impiantati. Gli studi sino ad ora pubblicati sulle infezioni del sito chirurgico hanno fornito risultati contrastanti riguardo all'uso di iodopovidone a base alcolica rispetto alla clorexidina per l'antisepsi cutanea, e l’utilizzo di queste due strategie alternative di antisepsi nel setting dell’impianto della CRT è stato poco studiato.
Sono stati recentemente pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology i risultati dello studio CHLOVIS (Chlorhexidine vs Povidone-Iodine Alcohol Solutions for Cardiac Implantable Electronic Devices), uno studio multicentrico randomizzato che ha avuto l’obiettivo di confrontare l’efficacia della clorexidina a base alcolica al 2% con quella della preparazione cutanea a base di iodopovidone e alcol nella prevenzione delle infezioni locali o sistemiche dopo l'impianto di un dispositivo per la CRT, e di valutarne l'impatto su altri eventi cardiovascolari maggiori correlati al trattamento nell'arco di un follow-up di 24 mesi.
Lo studio. Lo studio CHLOVIS è stato uno studio randomizzato, multicentrico, open-label con valutazione degli esiti in cieco che ha arruolato in totale 2.272 pazienti sottoposti ad impianto di pacemaker o defibrillatore per la CRT (primo impianto, upgrade o sostituzione) assegnati con un rapporto 1:1 a ricevere antisepsi cutanea con clorexidina alcolica al 2% o iodopovidone alcolico. L'end-point primario era l'infezione locale o sistemica correlata al dispositivo durante un periodo di follow-up di 24 mesi. Gli end-point secondari erano gli eventi cardiovascolari maggiori e gli effetti collaterali non infettivi.
Durante il follow-up sono state osservate infezioni correlate al dispositivo nel 2.9% del gruppo clorexidina e nel 3.9% del gruppo iodopovidone (p=0.23). Non venivano inoltre osservate significative differenze nell’incidenza degli eventi cardiovascolari maggiori (31.5 vs. 31.3%) e nell’incidenza degli effetti collaterali locali non infettivi (12.9% vs. 13.3%).
In conclusione, lo studio CHLOVIS non ha dimostrato una riduzione significativa dei tassi di infezione con clorexidina alcolica rispetto a iodopovidone alcolico nei pazienti sottoposti a impianto di dispositivi per la CRT. Entrambi gli antisettici hanno mostrato tassi simili di eventi infettivi e non infettivi maggiori.
A cura di Dr. Pietro Palmisano, Azienda Ospedaliera “Card. G. Panico”, Tricase (Lecce)
Profilo dell’autore
Il Dott Palmisano Pietro è Cardiologo Aritmologo esperto nella gestione clinica del paziente con problematiche aritmologiche. Operatore esperto nell’esecuzione di procedure di cardiostimolazione avanzata e di procedure complesse di aritmologia interventistica. È attualmente Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera “Card. G. Panico” di Tricase (Lecce). È autore di oltre 130 pubblicazioni (di cui circa 60 come primo o ultimo autore) su riviste scientifiche internazionali, tra studi clinici, position paper e documenti di consenso incentrati sulla sincope, pacing cardiaco convenzionale, terapia di resincronizzazione cardiaca, pacing del sistema di conduzione, ablate and pace, prevenzione della morte cardiaca improvvisa ed ablazione della fibrillazione atriale. Dal 2016 al 2020 è stato membro del Consiglio Direttivo Nazionale dell’AIAC; dal 2018 al 2024 è stato chairman della Task force Sito web dell’AIAC; dal 2019 al 2022 è stato membro di AIAC Ricerca, comitato scientifico dell’Associazione; dal 2021 è fellow dell’AIAC (FAIAC).
Bibliografia
- Da Costa A, Mansourati J, Eschalier R, Lesaffre F, Bordachar P, Taieb J, Laurent G, Milhem A, Kubala M, Le Page S, Milliez P, Gal B, Dompnier A, Defaye P, Bayle S, Anselme F, Cheggour S, Litalien J, Duparc A, Pasquier JL, Romeyer C, Botelho-Nevers E, Gagnaire J, Lager E, Garcin A, Chapelle C, Schimd A, Benali K, Laporte S, Deharo JC; CHLOVIS Study Investigators. Chlorhexidine vs Povidone-Iodine Alcohol Solutions for Cardiac Implantable Electronic Devices: A Prospective Randomized Study. J Am Coll Cardiol. 2026 Jan 20;87(2):200-211. doi:10.1016/j.jacc.2025.10.042