Sport e dispositivi cardiaci impiantabili: non è il dispositivo a dire “no”
Indicazioni e controindicazioni all'attività sportiva nei pazienti portatori di pacemaker e defibrillatore
Chi riceve un pacemaker o un defibrillatore impiantabile (ICD) pone quasi sempre la stessa domanda: «Dottore, potrò ancora fare sport?». È una domanda legittima e importante, perché il movimento non è un lusso: è parte integrante della cura del cuore.
La risposta della scuola cardiologica italiana — quella dei protocolli COCIS, il documento che da oltre trent'anni regola l'idoneità sportiva nel nostro Paese — è chiara nel suo principio di fondo: non è il dispositivo in sé a controindicare l'attività sportiva, ma la malattia di cuore che ne ha reso necessario l'impianto. Il device è uno strumento di protezione, non un divieto che si porta sotto la pelle.
A cura di Dott. Zefferino Palamà (Casa di Cura Villa Verde) e Prof. Pietro Francia (Sapienza Università di Roma, Ospedale Sant’Andrea)
Profilo degli autori
Dott. Zefferino Palamà – Responsabile del Servizio di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione Cardiaca, Casa di Cura Villa Verde.
Il Dott. Zefferino Palamà è specialista in Cardiologia e ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso l'Università degli Studi dell'Aquila. È Responsabile del Servizio di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione Cardiaca della Casa di Cura Villa Verde, dove si occupa di ablazione transcatetere delle aritmie e di impianto e gestione dei dispositivi cardiaci impiantabili.
La sua attività clinica e di ricerca è dedicata alle aritmie ventricolari, alle cardiomiopatie aritmogene, alla stratificazione del rischio di morte cardiaca improvvisa e al rapporto tra attività sportiva e patologia aritmica.
All'interno dell'Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) ricopre il ruolo di Chairman dell'Area "Aritmie e Sport". È stato inoltre consigliere nazionale SIC-SPORT (2021-2025) ed esperto consultato della ultima edizione del COCIS (Comitato Organizzativo Cardiologico per l'Idoneità allo Sport), contribuendo alla stesura dei protocolli nazionali per la valutazione dell'idoneità sportiva nell'atleta e nel paziente cardiopatico.
È autore di numerosi lavori scientifici su riviste nazionali e internazionali e relatore in congressi di ambito aritmologico.
Prof. Pietro Francia
Pietro Francia è specialista in Cardiologia e Ricercatore universitario presso il Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare della Sapienza Università di Roma. Svolge attività clinica di Elettrofisiologia ed Elettrostimolazione Cardiaca presso l'Ospedale Sant'Andrea di Roma.
La sua attività di ricerca è dedicata allo studio delle aritmie nelle cardiomiopatie, al rapporto tra attività fisica e dispositivi impiantabili, e alla cardioneuroablazione per il trattamento delle sincopi riflesse.
In AIAC ricopre il ruolo di Chairman dell'Area "Aritmie e Sport".
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Validato dal comitato scientifico AIAC