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Attività Laboratori di Elettrofisiologia – 2006


Pubblicazione: 11 Dicembre 2007


Tempo di lettura: 3-4 min


Attività dei Laboratori di Elettrofisiologia Italiani nel 2006

Giuseppe Inama,* Maurizio Landolina,§ Massimo Tritto,† Nicola Bottoni,‡ Claudio Pedrinazzi;* on behalf of the AIAC Council * Divisione di Cardiologia, Ospedale Maggiore, Crema § Divisione di Cardiologia, Fondazione Policlinico S. Matteo, IRCCS Pavia † Istituto Clinico Mater Domini, Castellanza (VA) ‡ Divisione di Cardiologia, Ospedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia

Indirizzo per la corrispondenza Giuseppe Inama Divisione di Cardiologia Ospedale Maggiore via Macallé, 14 26013 Crema Tel.: 0373-280032 Fax: 0373-280036 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Come è tradizione della nostra Associazione, anche per il 2006 è stato completato il Registro Nazionale AIAC che raccoglie l’attività dei Laboratori di Elettrofisiologia Italiani e che rappresenta un appuntamento istituzionale atteso dell’Aritmologia Italiana. Sette anni di osservazione, dal 2000 al 2006, ci permettono di fare un’analisi dell’attività diagnostica e interventistica elettrofisiologica svolta annualmente in Italia. Da quest’anno, la procedura di raccolta dati è stata modificata rispetto agli anni precedenti, attraverso la creazione di un’apposita pagina web sul sito AIAC dedicata all’inserimento dei dati relativi ai volumi di attività da parte dei singoli Centri partecipanti. Hanno aderito al Registro 81 Centri Cardiologici Italiani provvisti di Laboratorio di Elettrofisiologia. Il numero è risultato stabile rispetto all’anno scorso, con buona capacità rappresentativa della realtà operativa nazionale. Anche quest’anno alcuni Centri di Elettrofisiologia, taluni anche di prestigio, non hanno aderito al Registro, ma speriamo collaborino a questo progetto nei prossimi anni, al fine di rendere sempre più rappresentativi i dati che vengono di volta in volta pubblicati. Il numero totale delle procedure di Elettrofisiologia Endocavitaria (SEE + ablazioni) dichiarate è sempre in crescita ed è stato, nel 2006, di 29.270 (+11% rispetto al 2005), pari a 522 procedure/milione di abitanti (Fig. 1). Le Ablazioni Transcatetere con RF effettuate nel 2006 sono state 17.977 (+28% rispetto al 2005), pari a 321 procedure/milione di abitanti (Tab. I). Si tratta di un aumento considerevole, in parte legato ai progressi nel campo della ricerca e delle tecnologie, con importanti ricadute in termini di programmazione gestionale, formazione professionale e spesa sanitaria. 

TABELLA 1 Caratteristiche demografiche e cliniche (n = 96)

Procedure di elettrofisiologia endocavitaria effettuate in Italia nel 2006 per milione di abitanti

  Totale (SEE+CVE+RF) (/milione di abitanti) Ablazioni RF (/milione di abitanti) 
Totale  522  321
FIGURA 1 Totale delle procedure elettrofisiologiche (SEE + RF).

Rispetto agli anni scorsi, si riduce lievemente il numero degli Studi Elettrofisiologici Endocavitari (SEE) con 11.293 esami nel 2006 (Fig. 2), –6% rispetto allo scorso anno, mentre si conferma l’aumento costante negli ultimi 7 anni delle Ablazioni Transcatetere con RF (Fig. 3), che sono passate dalle 9253 del 2001 alle 9583 del 2002 (+2%), alle 9922 del 2003 (+3,8%), alle 11.979 del 2004 (+8%), alle 14.043 del 2005 (+17%) e alle 17.977 nel 2006 (+28%).

FIGURA 2 Procedure diagnostiche endocavitarie (SEE).

FIGURA 3 Totale procedure ablative con RF.

FIGURA 4 Ablazioni Wolff-Parkinson-White, totale.

FIGURA 5 Ablazioni Wolff-Parkinson-White

Le ablazioni di WPW in Italia rimangono pressoché invariate rispetto agli anni scorsi. Il numero assoluto delle procedure mostra infatti un lieve calo rispetto agli ultimi due anni, ma si mantiene ancora al di sopra del valore medio calcolato nel periodo 2000-2006. Questo dato, come abbiamo già affermato negli anni scorsi, può essere attribuibile all’attuale tendenza all’allargamento delle indicazioni alla procedura ablativa, che in alcuni casi viene eseguita anche in pazienti con WPW asintomatico, e al fenomeno dell’immigrazione soprattutto da Paesi extracomunitari. Nel 2006 sono stati sottoposti ad ablazione 1508 pazienti con WPW (952 manifesto, 556 occulto) (Fig. 4, 5). Le ablazioni della tachicardia reciprocante da doppia via nodale e del flutter atriale sono sostanzialmente stabili negli ultimi due anni, con un totale rispettivamente di 2595 e 3998 procedure effettuate nel 2006 (Fig. 6, 7). Il numero crescente dei Centri che si avvalgono sempre più frequentemente dei sistemi di mappaggio non fluoroscopico testimonia come tali sistemi non rappresentino solo una moda effimera, ma stiano viceversa ormai entrando nell’armamentario standard dei Laboratori di Elettrofisiologia. I loro costi aggiuntivi sono probabilmente compensati (come emerge anche da studi recentissimi della letteratura) dalla significativa riduzione dell’esposizione radiologica per operatori e pazienti. Va progressivamente riducendosi la disomogeneità dei dati di attività tra Nord e Sud, anche se il divario permane ancora elevato. Anche quest’anno il primato per numero di ablazioni spetta alla Lombardia, con 10.904 procedure (pari al 55% del totale nazionale) e con dato indicizzato di 1040 ablazioni per milione di abitanti. 

FIGURA 6 Ablazioni di tachicardie reciprocanti da doppia via nodale.

FIGURA 7 Ablazione di flutter atriale.

Viene ancora riproposto un Registro separato per la fibrillazione atriale che raccoglie le informazioni relative alle procedure ablative in atrio sinistro e si propone di chiarire indicazioni, modalità operative, strategie terapeutiche post-ablative e complicanze di questa tecnica ablativa che è pressoché raddoppiata rispetto al 2005 (Fig. 8). Il numero dei Centri che eseguono l’ablazione del substrato della FA è in incremento e aumenta, in maniera tuttavia ampiamente disomogenea, anche il volume di attività nei Centri che già la eseguivano. In conclusione, pur con le sopra citate limitazioni, riteniamo che questo dettagliato questionario meriti una partecipazione sempre più ampia e aderente al vero perché è di questo soprattutto che la comunità aritmologica e cardiologica in senso lato ha bisogno. In ultimo, un sentito ringraziamento a tutti i Colleghi e ai Centri che continuano ad aderire all’iniziativa dell’AIAC inviando con puntualità le schede con i dati di attività.

FIGURA 8 Ablazione del substrato della FA in atrio sinistro.

 

Validato dal comitato scientifico AIAC

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