Attività Laboratori di Elettrofisiologia – 2007
Attività dei Laboratori di Elettrofisiologia Italiani nel 2007
Giuseppe Inama1, Maurizio Landolina2, Massimo Tritto3, Nicola Bottoni4 ,Claudio Pedrinazzi1; on behalf of the AIAC Council
1 Divisione di Cardiologia, Ospedale Maggiore,Crema
2 Divisione di Cardiologia, Fondazione Policlinico S. Matteo, IRCCS Pavia
3 Istituto Clinico Mater Domini, Castellanza (VA)
4 Divisione di Cardiologia, Ospedale S. Maria Nuova, Reggio Emilia
Il Registro Nazionale AIAC, che raccoglie l’attività dei Laboratori di Elettrofisiologia italiani, rappresenta un appuntamento istituzionale atteso dell’aritmologia italiana ormai da 8 anni. L’osservazione effettuata dal 2000 al 2007 sull’attività dei Laboratori di Elettrofisiologia relativa alle procedure di elettrofisiologia sia diagnostica sia interventistica permette anche quest’anno di fare un’analisi dell’attività complessiva dei Laboratori a livello nazionale. Per il secondo anno la procedura di raccolta dati è avvenuta attraverso la creazione di un’apposita pagina web sul sito AIAC dedicata all’inserimento dei dati relativi ai volumi di attività da parte dei singoli Centri partecipanti, con un buon risultato in termini di partecipazione e di qualità dei dati raccolti. Hanno aderito al Registro 77 Centri cardiologici italiani provvisti di Laboratorio di Elettrofisiologia. Il numero è risultato sostanzialmente stabile rispetto all’anno scorso, con buona capacità rappresentativa della realtà operativa nazionale. In particolare è importante sottolineare che hanno aderito al Registro sia Centri di riferimento per l’elettrofisiologia interventistica, con elevato volume di procedure eseguite, sia Centri con bacino di utenza e volume di attività minori ma che rappresentano la maggioranza degli Ospedali italiani e il cui contributo al Registro Nazionale è essenziale al fine di ottenere una fotografia reale del- l’attività di elettrofisiologia nel nostro Paese. Anche quest’anno alcuni Centri di elettrofisiologia di prestigio non hanno aderito al Registro ma speriamo che tutti collaborino a questo progetto nei prossimi anni, al fine di rendere sempre più rappresentativi i dati di volta in volta pubblicati. Il numero totale delle procedure di elettrofisiologia endocavitaria (SEE + ablazioni) registra nel 2007 una lieve flessione (–17% rispetto al 2006), per un totale di 24.412 pari a 435 procedure/milione di abitanti (Fig. 1). Le ablazioni transcatetere con RF effettuate nel 2007 sono state 13.137 (–27% rispetto al 2006), pari a 234 procedure/milione di abitanti (Tab. I).
TABELLA I. Procedure di elettrofisiologia endocavitaria effettuate in Italia nel 2007 per milione di abitanti
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Totale (SEE+CVE+RF) |
Ablazioni RF |
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Totale |
435 | 234 |
Anche quest’anno si riduce lievemente il numero degli studi elettrofisiologici endocavitari (SEE) con 10.242 esami nel 2007 (Fig. 2), –10% rispetto al 2006, mentre il dato del numero di ablazioni transcatetere con RF è in controtendenza rispetto ai precedenti anni (Fig. 3), con 9253 procedure nel 2001, 9546 nel 2002 (+2%), 9922 nel 2003 (+3,8%), 11.979 nel 2004 (+8%), 14.043 nel 2005 (+17%), 17.977 nel 2006 (+28%) e 13.137 nel 2007 (–27%).


Le ablazioni di WPW in Italia rimangono pressoché invariate rispetto agli anni scorsi. Il numero assoluto delle procedure mostra infatti un lieve calo rispetto agli ultimi due anni, ma si mantiene ancora al di sopra del valore medio calcolato nel periodo 2000-2007. Questo dato, come abbiamo già affermato negli anni scorsi, può essere attribuibile all’attuale tendenza all’allargamento delle indicazioni alla procedura ablativa, che in alcuni casi viene eseguita anche in pazienti con WPW asintomatico, e al fenomeno dell’immigrazione soprattutto da Paesi extracomunitari. Nel 2007 sono stati sottoposti ad ablazione 1440 pazienti con WPW (885 manifesto, 555 occulto) (Figg. 4 e 5). Il numero di ablazioni di tachicardia reciprocante da doppia via nodale si mantiene sostanzialmente invariato rispetto al 2006, con 2711 procedure (+4%), mentre le procedure ablative di flutter atriale registrano un lieve calo, con un totale di 2595 procedure eseguite (–19%) (Figg. 6 e 7). Un elevato numero di Centri si avvale sempre più frequentemente dei sistemi di mappaggio non fluoroscopico, e questo fatto testimonia come tali sistemi non rappresentino solo una moda effimera ma siano ormai entrati definitivamente nella dotazione standard dei Laboratori di Elettrofisiologia; i costi aggiuntivi sono compensati dalla riduzione dell’esposizione radiologica per operatori e pazienti. Va progressivamente riducendosi la disomogeneità dei dati di attività fra Nord e Sud. Anche quest’anno il primato per numero di ablazioni spetta alla Lombardia con 6393 procedure, pari al 49% del totale nazionale e con dato indicizzato di 608 ablazioni/milione di abitanti. Va tuttavia notato che il numero di ablazioni in Lombardia ha registrato un calo pari al 40% rispetto al 2006, a causa della riduzione del numero di interventi eseguiti in qualche Centro di riferimento a elevato volume di procedure.


Il calo delle procedure ablative eseguite in Lombardia rappresenta sicuramente il motivo principale della riduzione del numero di procedure su scala nazionale. Viene ancora riproposto un Registro separato per la fibrillazione atriale, che raccoglie le informazioni relative alle procedure ablative in atrio sinistro e si propone di chiarire indicazioni, modalità operative, strategie terapeutiche postablative e complicanze di questa tecnica ablativa (Fig. 8). Il numero di ablazioni con RF di fibrillazione atriale è stato pari a 3447, con un’importante riduzione rispetto al 2006 (–35%). La riduzione del numero di ablazioni di fibrillazione atriale, insieme (anche se in misura decisamente inferiore) a quella delle ablazioni di flutter atriale, è stata il principale determinante della riduzione complessiva del numero di ablazioni con RF eseguite annualmente in Italia. Va tuttavia ricordato che tale riduzione riporta il numero di procedure elettrofisiologiche eseguite in Italia a un livello paragonabile a quello di altri Paesi europei come Spagna, Francia e Germania. In conclusione, pur con le succitate limitazioni, riteniamo che questo Registro meriti una partecipazione sempre più ampia e aderente al vero, perché è di questo soprattutto che la comunità aritmologica e cardiologica in senso lato ha bisogno. Un sentito ringraziamento va a tutti i Colleghi e ai Centri che continuano ad aderire all’iniziativa dell’AIAC inviando con puntualità le schede con i dati di attività.










