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Attività Laboratori di Elettrofisiologia – 2004


Pubblicazione: 12 Dicembre 2005


Tempo di lettura: 7-11 min


Giornale Italiano di Aritmologia e Cardiostimolazione

Rivista dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione

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Norme per gli Autori

Il Giornale Italiano di Aritmologia e Cardiostimolazione (GIAC), rivista dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, pubblica articoli in lingua italiana, riguardanti le aritmie cardiache e la stimolazione elettrica del cuore.

 
Categorie degli articoli Il GIAC accoglie: 1) Review; 2) Articoli originali; 3) Casi clinici; 4) Casistiche personali; 5) Segnalazioni dalle Industrie. Il GIAC pubblica inoltre Editoriali, Protocolli di Studio, Linee Guida e altri articoli richiesti dal Comitato di Redazione che verranno inseriti nelle varie sezioni e rubriche.

 
Preparazione dell’articolo Il manoscritto va organizzato come segue: 1. Pagina del titolo, comprendente il titolo in Italiano, gli Autori, l’Istituzione dove è stato svolto il lavoro, il titolo breve (non oltre 45 caratteri) e l’indirizzo per la corrispondenza, completo di numero telefonico, di fax e possibilmente di e-mail. 2. Riassunto in Italiano, con alla fine da 3 a 6 parole chiave (non richiesto per le Rassegne e gli Editoriali). 3. Testo. 4. Bibliografia. 5. Didascalie delle Figure. 6. Tabelle.

 
Bibliografia Le voci bibliografiche vanno numerate progressivamente secondo l’ordine di citazione, non alfabetico. I numeri di riferimento vanno inseriti nel testo in parentesi. Ciascuna voce bibliografica deve comprendere i cognomi e le iniziali dei nomi degli Autori, citandoli tutti se il loro numero non è superiore a 4, mentre in caso contrario vanno elencati i primi 3 seguiti dalla dizione “et al.”. In caso di riviste vanno citati, con le abbreviazioni utilizzate in Index Medicus, il nome del giornale, l’anno, il numero del volume e le pagine iniziale e finale. Per gli Abstract, il termine “abstract” racchiuso tra parentesi va anteposto al nome della rivista. Esempi Friedberg DH, Schamroth L: Atrial Parasystole. Br Heart J 1970;32:172- 180. Wellens HJJ, Atiè J, Smeets JLRM, et al.: The electrocardiogram in patients with multiple accessory pathways. J Am Coll Cardiol 1990;16:745-751. Lesh M, Van Hare GF, Kwasman MA, et al.: Curative radiofrequency (RF) catheter ablation of atrial tachycardia and flutter. (Abstract) J Am Coll Cardiol 1993;21:374A. Per i libri vanno riportati l’Autore/i, il titolo, la città della Casa Editrice, la Casa Editrice, l’anno di pubblicazione del libro e le pagine iniziale e finale della parte citata. Esempio Schamroth L: I disordini del ritmo cardiaco. Roma, Marrapese 1981:59-67. Per i capitoli di libri vanno riportati: Titolo, Autori, Editor(s) seguiti dalla dizione “ed” o “eds” (in parentesi), città della Casa Editrice, Casa Editrice, anno di pubblicazione del libro, pagine iniziale e finale. Esempio Waldo AL, Carlson MD, Henthorn RW: Atrial flutter: transient entrainment and related phenomena. In: Zipes DP, Jalife J (eds): Cardiac electrophysiology from cell to bedside. Philadelphia, WB Saunders 1990:530-537.

Figure Le illustrazioni (fotografie in bianco e nero o stampe da computer ottenute con stampante laser) devono essere numerate con numeri arabi e identificate scrivendo sul retro a matita il nome del primo Autore e il numero della Figura.

Tabelle Vanno numerate con numeri romani e devono comprendere un titolo e/o una breve didascalia esplicativa delle abbreviazioni usate.

Invio dei lavori I manoscritti vanno indirizzati a: Dr. Maria Grazia Bongiorni Unità Operativa di Aritmologia Dipartimento Cardiotoracico Ospedale di Cisanello Via Paradisa, 2 56100 Pisa E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Per le rassegne, gli articoli originali, i case report, le casistiche personali è richiesto l’invio di 3 copie del testo e delle Figure (2 copie per le Rassegne e gli Editoriali) e di un dischetto contenente il testo, scritto con il programma Word 97 (o precedente). Per gli articoli originali è necessaria la dichiarazione, firmata dal primo Autore, che il lavoro non è stato pubblicato né è oggetto di esame per la pubblicazione su altra rivista. Per tutti gli altri articoli sono sufficienti una copia cartacea e il dischetto contenente il testo, oppure il file in formato Word 97 inviato come allegato al messaggio di posta elettronica all’indirizzo sopra riportato.

Attività dei Laboratori di Elettrofisiologia Italiani nel 2004

Giuseppe Inama,* Paolo Della Bella,° Maurizio Landolina,§ Aldo Bonso,† Claudio Pandozzi^ on behalf of AIAC Council

*Divisione di Cardiologia, Ospedale Maggiore, Crema; °Centro Cardiologico Monzino, Milano; §Dipartimento di Cardiologia, Policlinico S. Matteo IRCCS, Pavia; †Divisione di Cardiologia, Ospedale Umberto I, Mestre; ^Divisione di Cardiologia, Ospedale S. Filippo Neri, Roma

Indirizzo per la corrispondenza Giuseppe Inama Divisione di Cardiologia Ospedale Maggiore Via Macallé, 14 26013 Crema Tel.: 0373-280032 Fax: 0373-280036 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

FIGURA 1 Totale procedure elettrofisiologiche (SEE+RF+CVE)

FIGURA 2 Procedure diagnostiche endocavitarie (SEE)

Anche per il 2004 è stato completato il Registro Nazionale AIAC che raccoglie l’attività dei Laboratori di Elettrofisiologia Italiani e che rappresenta un appuntamento tradizionale e istituzionale dell’AIAC. Il Registro Italiano delle procedure elettrofisiologiche diagnostiche e ablative è iniziato nel 2000 e ora l’osservazione di 5 anni di attività permette di avere un quadro affidabile di quanto viene fatto nei nostriLaboratori di Elettrofisiologia, consentendo l’analisi dei comportamenti e del “trend” di crescita dell’Elettrofisiologia invasiva. Grazie alla collaborazione di tutti i Colleghi è stato possibile raccogliere le procedure effettuate dalla grande maggioranza dei Centri Cardiologici Italiani, distinte in Studi Elettrofisiologici Endocavitari, Cardioversioni Endocavitarie e Ablazioni Transcatetere con radiofrequenza.

FIGURA 3 Totale procedure ablative con RF

FIGURA 4 Cardioversioni endocavitarie a bassa energia (CVE)

Hanno inviato i propri dati 80 Centri Cardiologici Italiani provvisti di Laboratorio di Elettrofisiologia (+2,5% rispetto al 2003), appartenenti 61 a Strutture Ospedaliere e/o Universitarie, 19 a Strutture Accreditate. Il numero totale delle procedure di Elettrofisiologia Endocavitaria (SEE + Ablazioni + CVE) effettuate nel 2003 è stato di 22.084 (+8% rispetto al 2003), pari a 416 procedure/milione di abitanti (Fig. 1). Le ablazioni transcatetere con RF effettuate nel 2004 sono state 11.979 (+17% rispetto al 2003) pari a 226 procedure/milione di abitanti (Tab. I). È progressivamente in riduzione il numero (Fig. 2) degli Studi Elettrofisiologici Endocavitari (SEE), con 9871 esami nel 2004, mentre aumentano costantemente le Ablazioni Transcatetere con RF (Fig. 3) che sono passate dalle 9253 del 2001, alle 9546 del 2002 (+ 2%), alle 9922 del 2003 (+3,8%), alle 11.979 del 2004 (+8%). Sono stati tolti dalla scheda del 2004 gli Studi Elettrofisiologici Transesofagei, penalizzati dal monouso e dalla mancata rimborsabilità con gli attuali DRG, che hanno continuato il loro declino negli ultimi anni passando dai 3412 del 2000, ai 3344 del 2001 (–2%), ai 3160 del 2002 (–7%), ai 1868 del 2003 (–40%).

FIGURA 5 Ablazioni Wolff-Parkinson-White (totale)
FIGURA 6 Ablazioni Wolff-Parkinson-White

TABELLA I Procedure di elettrofisiologia endocavitaria effettuate in Italia nel 2004 per milione di abitanti

  Totale (SEE+CVE+RF) /milione di abitanti Ablazioni RF /milione di abitanti
Totale  416  226

Le Cardioversioni Endocavitarie a bassa energia (CVE) sono in continua logica discesa dopo la diffusione dei defibrillatori bifasici (Fig. 4) e sono passate dalle 775 del 2000 alle 754 del 2001 (–3%), alle 455 del 2002 (–59%), alle 364 del 2003 (–20%), alle 351 del 2004. Non sono ancora tutti “ablati” i Wolff-ParkinsonWhite in Italia! Nel 2004 sono stati sottoposti ad ablazione 1621 pazienti con WPW (932 manifesto, 689 occulto), con un trend che mostra un lieve incremento del numero di procedure negli ultimi 5 anni (Fig. 5 e 6). La problematica clinica del WPW, soprattutto nell’atleta e nel soggetto con professioni a rischio intrinseco, rimane attuale. Le procedure ablative di tachicardia reciprocante da doppia via nodale hanno mostrato una stabilizzazione negli ultimi 5 anni, con un numero di procedure effettuate nel 2004 che risulta pari a 2119 (Fig. 7).

FIGURA 7 Ablazioni di tachicardie reciprocanti da doppia via nodale
FIGURA 8 Ablazione di flutter atriale

Per quanto riguarda invece le ablazioni di flutter atriale, si è osservato un netto incremento del numero di procedure nel corso degli anni, con un valore per il 2004 pari a 3073, e in particolare con un importante aumento delle ablazioni di flutter atipico sinistro (Fig. 8). È sempre evidente la disomogeneità dei dati di attività fra Nord e Sud, squilibrio che solo parzialmente si sta riducendo. Anche quest’anno il primato per numero di ablazioni spetta alla Lombardia con 6816 procedure, pari al 57% del totale nazionale, e con dato indicizzato di 681 ablazioni per milione di abitanti. Il dato nuovo e interessante di quest’anno è rappresentato, a nostro giudizio, dall’inserimento nel Registro 2004 di una seconda scheda che raccoglie le informazioni relative alle procedure ablative in atrio sinistro sulla fibrillazione atriale, al fine di chiarire indicazioni, modalità operative, strategie terapeutiche post-ablative e complicanze di questa tecnica ablativa che ormai rappresenta il 18% del totale delle ablazioni transcatetere con radiofrequenza nel nostro Paese (Fig. 9). La sensibilizzazione degli Operatori sull’appropriatezza delle indicazioni e sulla qualità delle prestazioni erogate costituisce uno dei compiti istituzionali più qualificanti per un’Associazione Scientifica che non può limitarsi alla sola raccolta e informazione sui volumi di attività. L’analisi della scheda “Ablazione della fibrillazione atriale in atrio sinistro” consente infatti un’analisi, oltre che sul numero e tipo di procedure, anche su particolari aspetti relativi alle modalità operative in atrio sinistro con informazioni approfondite su indicazioni, complicanze, “outcome” e relative modalità di valutazione dei risultati. La maggior parte delle procedure ablative viene eseguita per FA parossistica, ma non è infrequente il trattamento di forme persistenti, talora datate a oltre un anno prima dell’intervento. Presumibilmente per queste caratteristiche, il trattamento con amiodarone, anche se ridotto rispetto a prima dell’ablazione, viene mantenuto anche dopo l’ablazione. Non sono disponibili dati riguardanti il persistente trattamento con farmaci della I classe, soprattutto per il controllo dei sintomi di palpitazione nei soggetti trattati par FA parossistica. Globalmente, l’efficacia della procedura è stata del 43% e del 67% rispettivamente in assenza e con farmaci antiaritmici. È documentata un’ampia divergenza delle percentuali riportate tra i vari Centri e questo riflette la natura soggettiva del parametro “efficacia”, basato su una miscela di percezioni, da parte del Paziente e del Medico, e di una non sistematica documentazione del ritmo. I criteri di efficacia sono il punto debole della valutazione dei risultati della metodica e, riteniamo, l’aspetto al quale in futuro sarà importante dedicare risorse per la ricerca. Attualmente la grande maggioranza dei Centri definisce i propri risultati sulla base dei dati clinici (sintomi, sporadiche documentazioni) o dell’ECG dinamico delle 24 ore. L’uso, sistematico o mirato ad alcuni gruppi di pazienti, di metodiche più accurate (cardiotelefono, Holter dei 7 giorni) viene riportato solo da alcuni Centri. La stima della necessità di ripetere la procedura, appare a nostro avviso, di difficile interpretazione. Infatti, i numeri riportati sono esigui per quasi tutti i Centri sono incongruenti anche solo con la percentuale di efficacia riportata. La spiegazione più semplice e, forse, più vicina al vero è che i dati non siano completamente affidabili. Tuttavia, un’altra interpretazione possibile è che i pazienti con forme persistenti di lunga data non siano stati sottoposti a una nuova procedura in caso di inefficacia della prima, ma, in essi, si sia preferito il controllodella frequenza cardiaca. Da ultimo, le complicazioni riportate consistono essenzialmente in tamponamento cardiaco, con dati lievemente inferiori a quelli riportati in letteratura. L’incidenza di stroke e di stenosi delle vene polmonari è ampiamente sottovalutata, queste ultime forse perché non vengono ricercate sistematicamente. Apparentemente non sono stati riportati decessi riconducibili direttamente alla procedura ablativa. In conclusione, pur con le evidenti e succitate limitazioni, riteniamo che il grado di risposta a questo primo dettagliato questionario costituisca un elemento positivo e incoraggi a una partecipazione più attenta e obiettiva, perché è di questo soprattutto che la comunità aritmologica e cardiologica in senso lato necessita. Desideriamo ringraziare tutti i Colleghi e i Centri che continuano ad aderire all’iniziativa dell’AIAC inviando con puntualità le schede con i dati di attività.

FIGURA 9 Ablazione del substrato della FA in atrio sinistro

 

Validato dal comitato scientifico AIAC

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