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Attività Laboratori di Elettrofisiologia – 2003


Pubblicazione: 14 Marzo 2005


Tempo di lettura: 3-4 min


Giuseppe Inama Divisione di Cardiologia, Ospedale Maggiore, Crema 
G Ital Aritmol Cardiostim 2005;1:62-71

Indirizzo per la corrispondenza Giuseppe Inama Divisione di Cardiologia Ospedale Maggiore Via Macallé, 14 26013 Crema Tel.: 0373-280032 Fax: 0373-280036 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Anche per il 2003 è stato realizzato il Registro Na zionale AIAC che raccoglie l’attività dei Laboratori di Elettrofisiologia Italiani e permette di mantenere una tradizione che fotografa l’Elettrofisiologia nazionale. Grazie alla collaborazione di tutti i Colleghi è stato possibile raccogliere le procedure effettuate dalla grande maggioranza dei Centri Cardiologici italiani, distinte in Studi Elettrofisiologici Endocavitari, Studi Elettrofisiologici Transesofagei, Cardioversioni Endocavitarie e Ablazioni Transcatetere con radiofrequenza. Hanno inviato i propri dati 78 Centri Cardiologici Italiani provvisti di Laboratorio di Elettrofisiologia, appartenenti 64 a Strutture Ospedaliere e/o Universitarie, 14 a Strutture Accreditate. Il numero totale delle procedure di Elettrofisiologia Endocavitaria (SEE + Ablazioni + CVE) effettuate nel 2003 è stato di 20.321 (+3% rispetto al 2002), pari a 400 procedure/milione di abitanti. Le ablazioni transcatetere con RF effettuate sono state 9922, pari a 170 procedure/milione di abitanti (Tab. I). Rimane sostanzialmente costante il numero degli Studi Elettrofisiologici Endocavitari (SEE) con 10.397 esami nel 2003 (Fig. 1), mentre aumentano costantemente le Ablazioni Transcatetere con RF (Fig. 2), che sono passate dalle 9253 del 2001, alle 9546 del 2002 (+2%), alle 9922 del 2003 (+3,8%). Gli Studi Elettrofisiologici Transesofagei (Fig. 3), penalizzati dal monouso e dalla mancata rimborsabilità con gli attuali DRG, continuano a diminuire passando dai 3412 del 2000, ai 3344 del 2001 (–2%), ai 3160 del 2002 (–7%), ai 1868 del 2003 (–40%). Le Cardioversioni Endocavitarie a bassa energia (CVE) sono in continua logica regressione dopo la diffusione dei defibrillatori bifasici (Fig. 4) e sono passate dalle 775 del 2000 alle 754 del 2001 (–3%), alle 455 del 2002 (–59%), alle 364 del 2003 (–20%).

TABELLA I Procedure di elettrofisiologia endocavitaria effettuate in Italia nel 2003 per milione di abitanti

  Totale (SEE+CVE+RF)  (/milione abitanti) Ablazioni RF (/milione abitanti)
Totale  400  170

FIGURA 1 Procedure diagnostiche endocavitarie (SEE)

FIGURA 2 Totale procedure ablative con RF.

FIGURA 3 Studi elettrofisiologici transesofagei (SETE)

Non sono ancora tutti “ablati” i Wolff-ParkinsonWhite in Italia! Nel 2003 sono stati sottoposti ad ablazione 1345 pazienti con WPW (775 manifesto e 570 occulto), numeri sostanzialmente invariati negli ultimi 4 anni (Fig. 5 e 6). La problematica clinica del WPW, soprattutto nell’atleta e nel soggetto con professioni a rischio intrinseco, rimane attuale. Un’attenta stratificazione del rischio aritmico per la fibrillazione atriale preeccitata rapida anche negli asintomatici permette il riconoscimento preciso dei soggetti a rischio da avviare successivamente alla procedura risolutiva di ablazione transcatetere con radiofrequenza della via anomala. Tuttavia taluni nuovi aspetti conoscitivi, quali: 

  •  l’identificazione di basi genetiche molecolari in casi familiari ad alto rischio,
  • l’assenza di sintomi premonitori nel 30-40% dei casi di WPW con arresto cardiaco,
  • la possibilità di miocardite silente atriale trigger di aritmie atriali,
  • la possibilità di imprevedibile variabilità nel tempo della vulnerabilità atriale e refrattarietà delle vie accessorie,
  • l’assunzione di “sostanze illecite”,
  • le altissime percentuali di successo della procedura ablativa in tutti i tipi di vie anomale e ad ogni età con scarse recidive e limitati effetti collaterali, possono, in Centri ad elevato volume ed esperienza, far considerare l’approccio ablativo con RF quale primo provvedimento terapeutico anche in giovani soggetti con WPW asintomatico, particolarmente se atleti o con professioni a rischio. 

Queste valutazioni possono spiegare il numero ancora elevato di ablazioni di WPW eseguite in Italia. Si è sostanzialmente stabilizzato (Fig. 7) nel 2003 il numero delle procedure ablative del substrato in atrio sinistro della fibrillazione atriale (+7% rispetto al 2002), dopo una progressione straordinaria con incremento del 68% nel 2001, del 45% nel 2002 e con crescita complessiva del 300% in 4 anni (Fig. 6).

FIGURA 4 Cardioversioni endocavitarie a bassa energia (CVE).

FIGURA 5 Ablazioni Wolff-Parkinson-White, totale.

FIGURA 6 Ablazioni Wolff-Parkinson-White.

È in programma per il Registro AIAC del 2004 una valutazione conoscitiva, oltre che sul numero e sul tipo di procedure, anche su particolari aspetti relativi alle procedure ablative della fibrillazione atriale in atrio sinistro al fine di raccogliere informazioni più approfondite su: • indicazioni, • complicanze, • modalità operative, • “outcome” e relative modalità di valutazione dei risultati. Aumentano, infine, le ablazioni con impiego di sistema di mappaggio non convenzionali e quelle con utilizzo della “cryo”. Concludo con un sentito ringraziamento ai Colleghi e ai Centri che continuano ad aderire all’iniziativa dell’AIAC inviando con puntualità la scheda con i dati di attività.

FIGURA 7 Ablazione del substrato della FA in atrio sinistro.

 

Validato dal comitato scientifico AIAC

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