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Il ruolo del controllo pressorio ambulatoriale e della valutazione autonomica cardiovascolare nello studio della sincope autonomica


Pubblicazione: 14 Gennaio 2025


Tempo di lettura: 2 min


Pubblicato recentemente sull’European Heart Journal uno studio multicentrico internazionale a cui hanno collaborato diversi colleghi Italiani che aveva lo scopo di identificare il meccanismo emodinamico della sincope autonomica.
Recentemente è stato pubblicato sull’European Heart Journal uno studio multicentrico internazionale a cui hanno collaborato diversi colleghi Italiani che aveva lo scopo di identificare il meccanismo emodinamico della sincope autonomica. Tale meccanismo, infatti, è un prerequisito essenziale per una terapia efficace e personalizzata, finalizzata a prevenire le recidive. Lo studio. Lo studio valutava l’efficacia diagnostica di un approccio in due fasi (protocollo 2STEPS). I pazienti affetti da sincope autonomica erano sottoposti ad un monitoraggio pressorio ambulatoriale delle 24 ore (primo step) e ad una breve valutazione della funzione autonoma cardiovascolare (SCAFA, secondo step). La SCAFA consisteva in un massaggio del seno carotideo (CSM), eseguito nei pazienti di età ≥40 anni, un test di ortostatismo passivo e un head up tilt test con protocollo “fast”, che già il Dr. Russo aveva validato in un precedente lavoro. I tre esami erano programmati in sequenza durante una singola sessione sul lettino basculante del tilt test. La popolazione dello studio era composta da 333 pazienti, 102 di età ≤40 anni e 231 di età >40 anni. Una risposta positiva era stata osservata in 298 (89%) pazienti (92 [92%] nei più giovani e 134 [89%] nei più anziani), con un fenotipo ipotensivo nel 68% dei casi (226 pazienti), un fenotipo bradicardico nel 6% (21 pazienti) e un fenotipo misto nel 15% (51 pazienti). La durata media della procedura SCAFA era di 25 minuti (IQR 20-32). Il monitoraggio pressorio ambulatoriale, il CSM, il test di ortostatismo passivo ed il tilt test rapido erano positivi nel 60%, 15%, 3% e 71% dei pazienti, rispettivamente. Più di un test era risultato positivo nel 51% e 49% dei pazienti di età ≤40 e >40 anni, rispettivamente. Vi era una grande variabilità inter-centro nelle percentuali di positività del CSM, che era rimasta significativa dopo l’aggiustamento per variabili demografiche e cliniche (P = 0,003). In conclusione, il protocollo standardizzato 2STEPS offriva un iter diagnostico facile da eseguire e che consentiva di risparmiare tempo, permettendo di identificare il meccanismo emodinamico della perdita di coscienza nella maggior parte dei pazienti con sincope autonomica. Questo protocollo forniva le basi necessarie per una terapia personalizzata specifica in relazione al meccanismo emodinamico della sincope autonomica.   Bibliografia Groppelli A, Russo V, Parente E, Comune A,  de Lange F,  Rivasi G, Rafanelli M, Deharo JC, Francisco-Pascual J, Maggi R, Fedorowski A , Ungar A, Parati G, Brignole M.  Mechanism of syncope: role of ambulatory blood pressure monitoring and cardiovascular autonomic function assessment. Eur Heart J 2024. In press.

Validato dal comitato scientifico AIAC

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