Uno score multiparametrico in grado di predire morte e ospedalizzazioni nei pazienti con scompenso cardiaco portatori di ICD
Un recente studio multicentrico internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista Heart Rhythm ha voluto esaminare l’associazione tra uno score multiparametrico per lo scompenso cardiaco, calcolato al momento dell’attivazione di un algoritmo specifico presente nell’ICD, e gli esiti clinici a lungo termine dei pazienti.
Il recente studio multicentrico internazionale condotto da D’Onofrio e colleghi, pubblicato sulla prestigiosa rivista Heart Rhythm, aveva l’obiettivo di esaminare l’associazione tra uno score multiparametrico per lo scompenso cardiaco, calcolato al momento dell’attivazione di un algoritmo specifico presente nell’ICD, e gli esiti clinici a lungo termine dei pazienti. Lo score in questione era derivato da uno specifico algoritmo presente in ICD dedicati, che genera un punteggio basato su un’analisi multiparametrica di variabili fisiologiche raccolte quotidianamente e automaticamente tramite il monitoraggio remoto dei device.
Sono stati integrati i dati provenienti da 9 studi clinici, comprendendo pertanto un campione di 1.841 pazienti portatori di ICD. Questi pazienti presentavano una frazione di eiezione preimpianto pari o inferiore al 35%, avevano una classe funzionale NYHA II o III e non erano affetti da fibrillazione atriale permanente. L'endpoint combinato primario dello studio era dato dall'insieme di decessi e ospedalizzazioni per peggioramento dello scompenso cardiaco.
Dopo un periodo medio di follow-up di circa 2 anni (IR 385-865 giorni), sono state registrate 243 ospedalizzazioni per scompenso cardiaco in 173 pazienti (9,4%) e 122 decessi (6,6%), di cui 52 (42,6%) di natura cardiovascolare. Complessivamente, l’endpoint primario si verificava in 265 pazienti (14,4%). All’analisi multivariata si evidenziava che uno score alto di base (superiore a 23, come determinato da una curva ROC) era associato all’occorrenza di morte e ospedalizzazione per scompenso cardiaco. In particolare, è stato rilevato un hazard ratio (HR) aggiustato di 2,05 (intervallo di confidenza [CI] 95%, 1,54–2,71; P < .0001) per l’endpoint primario, di 2,37 per il rischio di morte per tutte le cause (CI, 1,56–3,58; P < .0001), di 2,19 per il rischio di morte cardiovascolare (CI, 1,14–4,22; P = .019), e di 1,91 per il rischio di ospedalizzazioni legate allo scompenso cardiaco (CI, 1,35–2,71; P = .0003).
Lo studio concludeva che, basandosi su questa analisi retrospettiva, il valore di base dello score prodotto da una analisi che si basa su molteplici variabili recuperate dal monitoraggio remoto degli ICD, risulta utile per stratificare il rischio a lungo termine dei pazienti di morte o ospedalizzazione per scompenso cardiaco.
Bibliografia
D'Onofrio A, Solimene F, Bulava A, Shoda M, Klein C, Gargaro A, Timmel T, Giacopelli D, Botto GL. A multiparametric heart failure score at baseline is associated with long-term outcome in patients with remotely monitored implantable cardioverter-defibrillators: A pooled analysis of 9 clinical trials. Heart Rhythm 2024 Oct 9:S1547-5271(24)03418-0.