PhysioSync-HF: limiti della CSP e certezze della BiVP nella resincronizzazione cardiaca
Nel trial PhysioSync-HF la Conduction System Pacing (CSP) è risultata inferiore alla stimolazione biventricolare (BiVP) nello scompenso con LBBB, dimostrando che senza una reale cattura di branca sinistra (LBBAP) e un'adeguata curva di apprendimento la CSP non può sostituire la BiVP di routine
Lo studio PhysioSync-HF (1) ha arruolato 173 pazienti con scompenso cardiaco (HF) a ridotta funzione sistolica (EF) e blocco di bracca sinistra (LBBB) per valutare la non inferiorità della stimolazione del sistema di conduzione (CSP) rispetto alla stimolazione biventricolare (BiVP) in termini di un end point composito gerarchico di morte, ospedalizzazioni per HF, visite urgenti per HF e modifica della funzione sistolica a 12 mesi. In 14 centri brasiliani i pazienti sono stati randomizzati 1:1 a CSP o BiVP. La penetrazione della terapia con ARNi (42%) e SGLT2i (35%) era scarsa, ma le caratteristiche di base non differivano significativamente tra i due gruppi. La EF mediana era 26%, due terzi dei pazienti aveva cardiomiopatia dilatativa ed il 13% aveva una origine ischemica. Le classi funzionali NYHA II e III erano quelle maggiormente rappresentate (53% e 46%). La durata mediana del QRS è stata di 180 msec. In totale sono stati riportati 15 decessi, 11 nel gruppo CSP e 4 nel gruppo BiVP; 10 ospedalizzazioni per HF (6 vs 4); 3 visite urgenti per HF (1 vs 2). L’incremento medio della FE è stato maggiore nel gruppo BiVP (12% vs 8%). Lo studio ha dimostrato che la CSP è inferiore rispetto alla BiVP (OR 2,36; IC 95%, 1,37-4,06; p=0,99 per non inferiorità; p=0,002 per differenza tra gruppi) applicando un endpoint composito gerarchico in questi pazienti.
I risultati sono in controtendenza rispetto a quanto precedentemente riportato (2-4), questo può essere dovuto a diversi aspetti non esclusivi.
Lo studio è stato condotto in 14 centri con eterogeneità di expertise nella CSP tra gli operatori risultando in una maggior incidenza di complicanze procedurali (inclusi 3 decessi) nel gruppo CSP. Lo studio MELOS (5) ha dimostrato che le capacità di ottenere un’adeguata CSP migliorano dopo l’esecuzione 40-50 casi e raggiungono risultati ottimali e riproducibili dopo 150-200 impianti. Nel PhysioSync-HF solo il 63% di pazienti ha ricevuto una stimolazione della area della branca sinistra (LBBAP) (restanti siti: HBP nel 2%, deep septal pacing nel 18% e LOT-CRT nel 8%). Un recente studio ha confermato che, per avere efficacia non inferiore alla BiVP, la CSP deve essere eseguita sulla LBBAP (6).
La popolazione era costituita da pazienti prevalentemente con cardiopatia non ischemica, LBBB tipico, per il 50% da donne e con ventricoli con disfunzione avanzata. Questi pazienti sono noti per mostrare una risposta robusta alla BiVP, ed i dati di questo studio lo confermano, con un aumento della FE significativo nei due gruppi, ma maggiore nel gruppo BiVP.
Infine, l’endpoint gerarchico, utilizzato per poter ridurre la dimensione campionaria, ha dato molto peso alla mortalità (inaspettatamente alta nel gruppo CSP: 12,6%, doppia rispetto al valore utilizzato nel calcolo della dimensione campionaria: 6,24%) e al favorevole remodelling ventricolare, risultando in un netto vantaggio per il gruppo BiVP.
In conclusione, lo studio PhysioSync-HF indica che se non si ottiene una efficace LBBAP, la CSP è inferiore alla BiVP in pazienti con HF a ridotta funzione sistolica e LBBB e non può essere raccomandata come tecnica di routine in questa popolazione.
A cura di Dr. Luca Donazzan
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