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CRT nei pazienti oncologici con cardiomiopatia da chemioterapia: evidenze attuali e prospettive future


Pubblicazione: 09 Settembre 2025


Tempo di lettura: 2-3 min


Una recente mini-review pubblicata su Heart Failure Reviews a cura della Task Force AIAC sulla terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) fornisce un aggiornamento sistematico sulle attuali evidenze relative alla CRT nei pazienti oncologici con cardiomiopatia indotta da chemioterapia.
Con i progressi nelle strategie terapeutiche mirate contro il cancro e l'aumento della sopravvivenza dei pazienti oncologici, gli effetti collaterali clinici degli agenti chemioterapici tra cui la  cardiomiopatia post-chemioterapia (CHIC) sono diventati una problematica clinica e sanitaria rilevante. In particolare, alcuni farmaci utilizzati nel trattamento del cancro, come le antracicline (ad esempio la doxorubicina) e gli agenti biologici (ad esempio il trastuzumab), sono noti per causare cardiotossicità, che può portare a cardiomiopatia e scompenso cardiaco. In tale contesto, la CRT potrebbe rappresentare una strategia terapeutica efficace in pazienti con cardiomiopatia secondaria a chemioterapici, disfunzione sistolica avanzata (LVEF ≤ 35%) e QRS ≥ 130 ms, ma i dati disponibili sono ancora limitati e frammentari, a causa delle dimensioni ridotte dei campioni e della breve durata del follow-up. Una recente mini-review pubblicata su Heart Failure Reviews a cura della Task Force AIAC sulla terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) fornisce un aggiornamento sistematico sulle attuali evidenze relative alla CRT nei pazienti oncologici con cardiomiopatia indotta da chemioterapia. Studi osservazionali e il trial prospettico MADIT-CHIC hanno evidenziato un significativo miglioramento della LVEF e un rimodellamento inverso dei volumi ventricolari nei pazienti con CHIC sottoposti a CRT, con una risposta comparabile a quella osservata in altre forme di cardiomiopatia non ischemica. In particolare, la morfologia LBBB e una durata del QRS ≥ 150 ms si confermano predittori indipendenti di risposta, coerentemente con quanto indicato dalle attuali linee guida ESC 2021. I dati sul burden aritmico rimangono limitati, ma indicano un’incidenza comparabile tra pazienti con cardiomiopatia oncologica e non oncologica. Un aspetto centrale emerso dalla review riguarda l’ottimizzazione della tempistica di impianto. La CHIC è potenzialmente reversibile con la sospensione della chemioterapia e l’adozione di una terapia medica ottimale. L’impianto precoce e non selettivo potrebbe quindi risultare inappropriato in pazienti con danno transitorio. È raccomandato un periodo di osservazione clinico-terapeutica di almeno 3 mesi, in assenza di instabilità emodinamica, prima di candidare il paziente alla CRT. Tecniche avanzate di imaging cardiaco (in particolare risonanza magnetica con valutazione del volume extracellulare) e nuovi biomarcatori (ad esempio ST2 solubile) stanno emergendo come strumenti utili nella stratificazione del rischio e  come predittori della reversibilità del danno miocardico. Gli autori ribadiscono l'importanza di un team multidisciplinare nella gestione di questi pazienti, integrando valutazione cardiologica ed oncologica per una decisione condivisa, considerando prognosi oncologica, rischi procedurali e interferenze con radioterapia toracica. Alla luce delle attuali evidenze, quindi, la CRT rappresenta una possibile opzione terapeutica nei pazienti con CHIC persistente, ma solo in seguito a una valutazione cardio-oncologica integrata e dopo aver escluso una potenziale reversibilità del danno miocardico. Sono necessari studi prospettici randomizzati su larga scala per definire con maggiore precisione indicazioni, timing e predittori di risposta in questa popolazione complessa. Bibliografia Valzania C, Calvi V, Schirripa V, Esposito F, Donnici G, Borrello F, Arestia A, Sassone B; Task Force on Cardiac Resynchronization Therapy of the Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing (AIAC). Cardiac resynchronization therapy in cancer patients with chemotherapy-induced cardiomyopathy: a mini review. Heart Fail Rev. 2025 Sep 4. doi: 10.1007/s10741-025-10554-7.

Validato dal comitato scientifico AIAC

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