Skip to main content

Fibrillazione atriale e decadimento cognitivo


Pubblicazione: 28 Febbraio 2012


Tempo di lettura: 1 min


Un'analisi post-hoc degli studi ONTARGET e TRANSCEND conferma che la fibrillazione atriale (FA) è legata ad un rischio aumentato di declino funzionale e cognitivo, a prescindere dal verificarsi di ictus.
"I nostri risultati - ha dichiarato Irene Marzona dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, lead author dello studio pubblicato sul CMAJ - dimostrano un'associazione tra FA e esiti molto gravi: insorgenza di demenza, perdita di autosufficienza nello svolgimento delle attività quotidiane, ricovero in centri assistenziali per malattie croniche": quest'ultimo dato si lega ad un "numero" impressionante, il 50 per cento di aumento di ricovero nei pazienti con FA. Un limite delo studio, a giudizio degli stessi autori che afferiscono al Mario Negri e alla McMaster University di Hamilton, Canada - è nell'essere la popolazione esaminata già ad elevato rischio cardiovascolare. Ciononostante - e confermata la necessità di nuove ricerche - si riafferma l'esigenza di un controllo più stringente della FA, che indubbiamente rappresenta un fattore di rischio per patologie gravi e estremamente "pesanti" per il Servizio sanitario. Fonte CMAJ February 27, 2012 First published February 27, 2012, doi: 10.1503/cmaj.111173

Validato dal comitato scientifico AIAC

Iscriviti alla
Newsletter AIAC
Interesse: *
Privacy e Policy *
This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.