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Ablazione della fibrillazione atriale parossistica: elettroporazione, radiofrequenza e crioenergia a confronto


Pubblicazione: 01 Marzo 2024


Tempo di lettura: 2-3 min


L’elettroporazione (PFA) per la cura delle aritmie è recentemente emersa come nuova tecnica ablativa in grado di colpire selettivamente il tessuto cardiaco senza utilizzare una energia “termica”. Nell'articolo recentemente pubblicato di Della Rocca et al. è stata studiata una popolazione real-world di pazienti con fibrillazione atriale ed eseguita una analisi “propensity-score-matched” confrontando PFA, radiofrequenza e crioenergia.
L’elettroporazione (PFA) per la cura delle aritmie è recentemente emersa come nuova tecnica ablativa in grado di colpire selettivamente il tessuto cardiaco senza utilizzare una energia “termica”. Il trial randomizzato ADVENT ha dimostrato la non inferiorità della PFA nei confronti di radiofrequenza (RF) e crioenergia (CRIO) in termini di efficacia e sicurezza. Della Rocca et al. hanno studiato una popolazione real-world di pazienti con fibrillazione atriale e hanno eseguito una analisi “propensity-score-matched” confrontando PFA, RF e CRIO.   Lo studio Sono stati inclusi 1572 pazienti con fibrillazione atriale parossistica che per la prima volta sono stati sottoposti all’isolamento elettrico delle vene polmonari. L’età media della popolazione era di 62.4 ± 11.3 anni; il 42.5% era di sesso femminile. L’analisi “propensity-score” ha generato i seguenti tre gruppi di studio: 174 pazienti trattati con PFA, 348 con RF e 348 con CRIO. L’isolamento elettrico delle vene polmonari “al primo passaggio” è stato ottenuto nell’81.5% dei casi quando veniva usata la PFA contro il 73.1% quando venivano usate RF e CRIO. I tempi procedurali sono risultati significativamente più brevi con la PFA rispetto all’energia termica. L’utilizzo dei sistemi di mappaggio elettroanatomico, al contrario, ha permesso di ridurre l’esposizione alle radiazioni ionizzanti con la RF. Il tasso di complicanze procedurali è stato del 3.4% con la PFA, 8.6% con la CRIO e 5.5% con la RF (p = 0.052). La sopravvivenza libera da fibrillazione atriale a 1 anno è stata del 79.3% con la PFA, del 74.7% con la CRIO e del 72.4% con la RF (p del Log-Rank = 0.24). Tra i 145 pazienti che sono stati sottoposti a una seconda procedura ablativa si è assistito a una riconnessione elettrica delle vene polmonari nel 19.1% dei casi precedentemente trattati con PFA, del 27.5% con CRIO e del 34.8% con RF. Gli autori concludono che la PFA ha contribuito a ridurre in maniera significativa i tempi procedurali, mantenendo la stessa percentuale di libertà da fibrillazione atriale a un anno rispetto a RF e CRIO, nonostante un minor tasso di riconnessione delle vene polmonari a distanza.

A cura di Elisa Ebrille, Ospedale Maria Vittoria - Martini, ASL Città di Torino, Torino

Bibliografia Della Rocca DG, Marcon L, Magnocavallo M, et al. Pulsed electric field, cryoballoon, and radiofrequency for paroxysmal atrial fibrillation ablation: a propensity score-matched comparison. Europace 2024; 26:1-10. DOI: 10.1093/europace/euae016

Validato dal comitato scientifico AIAC

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