Il dispositivo per la modulazione della contrattilità cardiaca è simile ad un pacemaker e non limita le abituali attività del paziente, anzi dopo l’impianto molti pazienti, sin dalle prime settimane, avvertono il cambiamento in positivo della loro qualità di vita. Le comuni attività quotidiane diventano più tollerate, ed anche la tolleranza allo sforzo aumenta, così come si riduce anche la frequenza delle ospedalizzazioni.
Al momento della dimissione il paziente riceve un kit di ricarica piccolo e molto semplice da utilizzare con una piccola placca da posizionare sul petto in corrispondenza del dispositivo. Il tempo di ricarica dura circa 40-60 minuti e si effettua una volta a settimana.
Il dispositivo, infatti, eroga uno stimolo elettrico elevato, che, anche se non avvertito dal paziente, equivale all’ energia erogata contemporaneamente da 300 pacemaker. Un normale pacemaker se funzionasse in questo modo durerebbe solo 3 mesi. Pertanto, la tecnologia consente al dispositivo di ricaricarsi e garantisce una durata di almeno 20 anni con una ricarica settimanale del dispositivo.
La terapia di modulazione della contrattilità cardiaca amplia l’orizzonte del trattamento dello scompenso cardiaco ed il nuovo dispositivo che sta per entrare nella pratica clinica, dotato sia della funzione di modulazione della contrattilità che di defibrillatore, aprirà un nuovo capitolo nel trattamento “elettrico” dello scompenso cardiaco.