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Tachicardie ventricolari e ablazione: la punta dell'iceberg


Pubblicazione: 27 Maggio 2016


Tempo di lettura: 1 min


Le tachicardie ventricolari rappresentano un argomento di grande attualità al quale il XIII Congresso Nazionale ha dedicato una sessione "Tecnica ed end-points dell´ablazione delle tachicardie ventricolari". Come dimostrato in lettura l’ablazione rappresenta un’opzione terapeutica efficace nel ridurre le recidive aritmiche nei pazienti portatori di ICD e nel migliorare gli outcome in termini sia di qualità di vita sia di sopravvivenza. Nella sessione del congresso si è entrati nel merito della biopsia miocardica, un’indagine ormai in disuso con il sopravvento della risonanza magnetica nucleare ma che può rivelarsi essenziale per capire la tipologia di cardiopatia sottostante. Si è poi discusso dell’approccio epicardio, dei late potentials e del valore dell’inducibilità post ablazione, dello studio del mismatch perfusione-innervazione per identificare potenziali substrati aritmici nei pazienti sottoposti ad ablazione di AV che apre nuovi scenari  non solo di tipo fisiopatologico ma anche di tipo di trattamento del paziente. In sintesi, che cosa non dimenticare prima, durante e dopo la procedura di ablazione di tachicardia ventricolare?

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