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Le nuove tecnologie nell'ablazione della FA


Pubblicazione: 26 Luglio 2017


Tempo di lettura: 1-2 min


Ai microfoni di AIAC - Intervista a Massimo Grimaldi, cardiologo aritmologo dell’Ospedale Generale Regionale “F.Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari).
Intervista a Massimo Grimaldi, cardiologo aritmologo dell’Ospedale Generale Regionale “F.Miulli” di Acquaviva delle Fonti (Bari). Tra le varie tecnologie disponibili nell’ambito dell’ablazione della fibrillazione atriale, c’è molto interesse in merito al catetere circolare ablatore multielettrodo. Intervistato in occasione del XVII International Symposium on Progress in clinical pacing, Massimo Grimaldi descrive le caratteristiche e i principali vantaggi e svantaggi associati a questo strumento di ultima generazione. “Si tratta di un catetere che è in grado di erogare radiofrequenza contemporaneamente da dieci elettrodi, la prima tecnologia multielettrodo irrigata”, spiega il cardiologo. Dalla letteratura emergono tuttavia opinioni contrastanti in merito al suo livello di efficacia e di sicurezza. “Alcuni operatori ne sono quasi innamorati e hanno risultati molto buoni, altri invece ne rimarcano i limiti”, sottolinea Grimaldi. Infatti, poiché questa tecnologia è in grado di provocare le lesioni più profonde dei cateteri tradizionali, c’è un rischio maggiore di danni all’esofago e al nervo frenico. Allo stesso tempo però, essa è in grado di garantire tempi procedurali ridotti e buoni risultati, dal punto di vista clinico, sul lungo periodo”.
“Il messaggio finale che mi sento di dare, - conclude Grimaldi – è che anche se le ultime tecnologie offrono nuove possibilità, il workflow procedurale e la corretta gestione, e quindi l’azione dell’operatore, rimangono ancora oggi più importanti”.

Validato dal comitato scientifico AIAC

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