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La "catena della sopravvivenza" all'arresto cardiaco


Pubblicazione: 10 Gennaio 2012


Tempo di lettura: 1 min


La sopravvivenza ad un improvviso arresto cardiaco potrebbe migliorare se gli addetti al servizio di emergenza telefonica dessero istruzioni sulla valutazione delle condizioni del paziente e sull'avvio delle procedure di rianimazione cardiopolmonare. Ė quanto leggiamo in uno statement della American Heart Association da poco pubblicato.
Negli USA e in Canada solo il 5-10 per cento dei pazienti con arresto cardiaco extraospedaliero sopravvive, ma la situazione sta migliorando per effetto della cosiddetta "Chain of survival" che raccomanda al 118 (negli USA il numero è il 911...) i seguenti step di intervento.
  1. Verificare se il paziente è in arresto cardiaco. Nel caso, dare all'autore della telefonata le necessarie istruzioni per avviare la rianimazione cardiopolmonare.
  2. Le istruzioni devono essere fornite in maniera assertiva e capace di ispirare fiducia e devono prevedere le indicazioni per eseguire la RCP manuale per le persone in arresto cardiaco non dovuto ad asfissia.
  3. L'organizzazione di assistenza territoriale deve poter valutare la performance sia individuale sia organizzativa, compresa la verifica del tempo necessario all'avvio della RCP.
  4. L'insieme di queste attività di monitoraggio deve essere inserito nel complesso di un programma di miglioramento di Qualita che coinvolga sia ilmpersonale dell'Emergenza sia gli specialisti e i dirigenti spedalieri.
Fonte Emergency Medical Service Dispatch Cardiopulmonary Resuscitation Prearrival Instructions to Improve Survival From Out-of-Hospital Cardiac Arrest A Scientific Statement From the American Heart Association. Circulation 2012; 125: 648-655 Published online before print January 9, 2012

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