Shock inappropriati nei pazienti con ICD monocatetere: risultati dello studio THINGS
Uno studio multicentrico italiano ha valutato i pazienti a rischio di morte improvvisa portatori di defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) con singolo elettrodo. L'obiettivo dello studio era quello di stimare la frequenza di terapie inappropriate nei pazienti portatori di ICD con programmazione moderna.
Lo studio multicentrico italiano, promosso dal Dr. Biffi dell'IRCCS Azienda Ospedaliera di Bologna, ha valutato i pazienti a rischio di morte improvvisa, portatori di defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) con singolo elettrodo. Sebbene la capacità di discriminazione delle aritmie da parte del defibrillatore sia ottimale, si verificano ancora, seppure in una percentuale ridotta, attivazioni inappropriate o non necessarie.
L'obiettivo dello studio era quello di stimare la frequenza di terapie inappropriate nei pazienti portatori di ICD con programmazione moderna (tempi di rilevamento delle aritmie estesi). I dispositivi impiantati nello studio THINGS, tutti con un unico elettrodo ventricolare, disponevano di due modalità per discriminare le tachicardie sopraventricolari:
- una modalità bicamerale che utilizzava un dipolo flottante atriale,
- una modalità monocamerale che si basava sul criterio morfologico.
- una per la tachicardia ventricolare, impostata a partire da 170 battiti al minuto con un tempo di rilevamento di almeno 15 secondi,
- una per la fibrillazione ventricolare, impostata da 214 battiti al minuto con un tempo di rilevamento di almeno 7 secondi.