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ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione


ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione

Pubblicazione: 01 Ottobre 2021


Tempo di lettura: 2 min


Sono stati pubblicati su Pacing and Clinical Electrophysiology i risultati di un’esperienza multicentrica italiana sull'efficacia e la sicurezza di un ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione.
L’infezione è una temuta complicanza dei dispositivi cardiaci impiantabili. Nel caso di infezione di un dispositivo cardiaco impiantabile, l’unica terapia efficace per eradicare l’infezione è la rimozione completa del dispositivo e la somministrazione di una terapia antibiotica prolungata. La gestione dei pazienti espiantati per un'infezione di un ICD è complessa, specialmente nei pazienti che necessitano di stimolazione antibradicardica o protezione da eventi aritmici ventricolari. Lo studio Recentemente sono stati pubblicati su Pacing and Clinical Electrophysiology i risultati di un’esperienza multicentrica italiana in cui è stata testata l'efficacia e la sicurezza di un ICD convenzionale collegato esternamente a un elettrocatetere transvenoso dual-coil come terapia ponte prima del reimpianto, confrontando i risultati di questa strategia con una coorte storica di pazienti (n=113) trattati con stimolazione transvenosa temporanea. In totale sono stati arruolati 18 pazienti espiantati per infezione da ICD che necessitavano di terapia antibiotica prolungata in tre centri italiani ad alto volume. I pazienti avevano ricevuto un ICD temporaneo esterno per una media di 16.5 (4-30) giorni prima del reimpianto. Nessun paziente ha presentato un malfunzionamento del sistema, con una riduzione significativa di questa complicanza rispetto alla stimolazione transfemorale temporanea (37%, p=0.004). L'occorrenza post-procedura di altre complicanze (quali l’infezione, il sanguinamento locale rilevante, la tachicardia ventricolare durante l'inserimento dell'elettrocatetere, la perforazione cardiaca e la tromboembolia venosa) è stata bassa e simile nei due gruppi. Un paziente ha presentato una tempesta aritmica, riconosciuta efficacemente dall'ICD esterno e trattata con stimolazione antitachicardica (ATP) e shock. In conclusione, i risultati di questa esperienza italiana dimostrano che l’utilizzo di un ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione sembra essere un'opzione sicura e fattibile.   Bibliografia Dell'Era G, Prenna E, Ziacchi M, Diemberger I, Varalda M, Guerra F, Biffi M, Occhetta E, Patti G. Management of patients explanted for implantable cardioverter defibrillator infections: Bridge therapy with external temporary ICD. Pacing Clin Electrophysiol. 2021 Sep 9. doi: 10.1111/pace.14355.

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