Può il CHA2DS2-VASc score predire le aritmie atriali?
Lo score è in grado di predire l’insorgenza di fibrillazione atriale di nuova diagnosi in una coorte di pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili? Lo studio di Rovaris e colleghi pubblicato su Heart Rhyrthm.
E’ noto come la fibrillazione atriale (FA) sia un fattore di rischio indipendente e potente di stroke. Il precoce riscontro dell’aritmia, pertanto, risulta essere cruciale per prevenire il verificarsi degli eventi cerebrali e le complicanze ad esso correlate. La fibrillazione atriale, tuttavia, decorre spesso in maniera asintomatica: per tale motivo, le correnti linee guida incoraggiano i programmi di screening sistematici nella popolazione ad alto rischio. L’utilizzo di ECG Holter delle 24 ore e delle 48 ore, a causa della scarsa sensibilità, possono condurre ad una mancata diagnosi. I dispositivi cardiaci impiantabili (CIED), invece, in associazione con i sistemi di monitoraggio remoto (RM) permettono un continuo controllo del ritmo e degli episodi tachiaritmici, tanto da far raccomandare il loro utilizzo dall’Heart Rhythm Society nel “precoce riscontro e quantificazione della fibrillazione atriale”. Recentemente è stato pubblicato su Heart Rhytm uno studio (1) da Rovaris e colleghi con lo scopo di valutare se il CHA2DS2-VASc score, strumento ormai validato per la stratificazione del rischio di stroke ischemico e raccomandato dalle correnti linee guida, sia in grando di predire l’insorgenza di fibrillazione atriale di nuova diagnosi in una coorte di pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili, seguiti con sistema di monitoraggio remoto.
Studio
Sono stati arruolati 3.725 pazienti presenti nel database del progetto Home monitoring export Alliance: dopo aver escluso i pazienti portatori di monitor e di dispositivi monocamerali, la popolazione era costituita da 3.027 pazienti impiantati con device bicamerali dotati o meno di terapia di resincronizzazione cardiaca. In considerazione della necessità di valutare l’abilità del CHA2DS2-VASc score di predire l’insorgenza di fibrillazione atriale di nuova diagnosi, sono stati esclusi dallo studio anche i pazienti con anamnesi positiva per fibrillazione atriale o flutter atriale. La popolazione era costituita, quindi, da 2410 pazienti. Mediante il sistema di monitoraggio remoto, per ogni paziente è stato valutato il burden degli episodi di elevata frequenza atriale (AHRE), definito come il tempo totale trascorso in AHRE in un singolo giorno. Sono stati considerati i seguenti cut–off:
- ≥ di 15 minuti,
- ≥ 5 ore,
- ≥ 24 ore,
- ≥ 7 giorni consecutivi.
Germana Panattoni
Bibliografia 1. Rovaris G, Solimene F, D'Onofrio A, et al. Does the CHA2DS2-VASc score reliably predict atrial arrhythmias? Analysis of a nationwide database of remote monitoring data transmitted daily from cardiac implantable electronic devices. Heart Rhythm 2018; 15(7): 971 – 979.