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News del 31/10/2006
Spesa sanitaria per dispositivi medici...
 
Spesa sanitaria per dispositivi medici ed appropriatezza clinica
 
Il dibattito, attualmente in corso, sulla legge finanziaria del 2007 mi dà lo spunto per alcune considerazioni di ordine generale circa l’uso dei dispositivi biomedicali in aritmologia ed in particolare l’uso dei dispositivi cosìdetti potenzialmente “salvavita” quali sono i pacemaker ed i defibrillatori-resincronizzatori cardiaci impiantabili.
 
E’ senz’altro importante e condivisibile l’obiettivo di cercare di contenere il costo di acquisto delle tecnologie mediche ma, nel caso di tecnologie sofisticate, in rapida e continua evoluzione e differenziate in funzione delle diverse necessità del paziente, questo non puo essere perseguito attraverso un mero aspetto di contenimento della spesa, ma deve essere coniugato con una più attenta valutazione dei costi in rapporto ai benefici ed alle effettive necessità del singolo paziente, agli irrinunciabili requisiti di sicurezza ed alla qualità dei servizi che le case produttrici devono garantire per assicurarne l’uso più corretto. Quindi la ricerca di una efficace razionalizzazione dell’uso delle tecnologie passa soprattutto attraverso una intensa ed attenta opera di formazione e sensibilizzazione degli utilizzatori ed una efficiente attività di controllo clinico di appropriatezza che puo’ essere perseguita unicamente attraverso il coinvolgimento  di tutti gli attori interessati. In tal senso l’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC) di cui sono portavoce, considerato che essa rappresenta la quasi totalità degli aritmologi italiani i quali sono i normali utilizzatori di tali dispositivi e ne determinano il loro uso, è pronta a dare il proprio contributo rendendosi proattivamente disponibile sia per consultazioni sia per collaborare alla attuazione delle iniziative identificate.
 
Se il fine del servizio sanitario è la salute dei cittadini, l’aspetto dell’efficiente razionalizzazione ed utilizzo economicamente conveniente delle tecnologie non può essere disgiunto dall’impiego efficace delle stesse secondo criteri scientifici, oggettivi e riproducibili di appropriatezza clinica delle indicazioni.
 
Innanzitutto, non vi è dubbio che vi sia attualmente in Italia un sottouso di defibrillatori/resincronizzatori nei pazienti in cui esiste evidenza di beneficio. Infatti, a fronte di indicazioni ormai sufficientemente univoche codificate nelle linee guida delle principali società scientifiche, tra cui quelle recentemente pubblicate dalla nostra associazione (*), studi recenti hanno evidenziato come in Italia (e più in generale in Europa) la maggior parte dei pazienti a rischio di morte improvvisa che hanno indicazioni di classe 1 all’impianto di defibrillatori e resincronizzatori cardiaci (cioè indicazioni in cui vi è generale consenso di efficacia clinica) ancora non riceve tale terapia. Per esempio, si stima che in Italia vi siano circa 70.000 pazienti con indicazione di classe 1 all’impianto di defibrillatore e che 20.000 pazienti ogni anno viene dimessa dall’ospedale con diagnosi di scompenso cardiaco ed indicazione di classe 1 all’impianto di resincronizzatore, mentre meno di 10.000 di essi ha ricevuto effettivamente un impianto nel corso dell’anno 2005 (**).  Al fine di migliorare l’appropriatezza delle indicazioni, AIAC è da anni  impegnata in prima linea sia producendo documenti di consenso basato sull’evidenza scientifica (lineeguida), sia con programmi di diffusione e disseminazione delle lineeguida fra tutti gli operatori del settore.
 
Anche se difficile da quantificare non vi è dubbio che esiste di converso una certa quota di uso inappropriato di tali device nel senso di indicazioni al di fuori delle linee guida o di utilizzo di tipi di device non adeguati per il caso clinico. La correzione di tali inappropriatezze richiede azioni correttive a partire, come già accennato, da specifico audit clinico per individuare le criticità e mettere in atto le misure correttive.  Generalizzare il problema equivale a banalizzarlo. E’ nelle finalità di AIAC l’organizzazione di corsi di formazione e competence per operatori ed la definizione degli standard per i centri di aritmologia.
 
Non va infine dimenticata l’importanza dell’innovazione tecnologica in un settore dove assistiamo a continue trasformazioni della tecnologia e delle indicazioni cliniche nell’arco di pochi anni.  Questo comporta di necessità l’impiego di risorse cospicue per la ricerca, lo sviluppo e la sua applicazione. Chi innova produce benefici per la salute dei nostri pazienti e deve essere incentivato anche con adeguati finanziamenti. E’ nelle finalità di AIAC favorire la ricerca scientifica in Italia con tutti i mezzi a sua disposizione, sia finanziando in proprio programmi di ricerca sia favorendo l’aggregazione dei suoi soci in studi clinici multicentrici.
 
In conclusione, ritengo che la discussione e le decisioni in una materia così complessa dovrebbero tenere conto anche dell’apporto culturale e propositivo dei medici aritmologi che sono in ultima analisi coloro che determinano la spesa stessa. AIAC si propone come interlocutore serio ed affidabile per un raffronto costruttivo con le istituzioni sanitarie al fine unico di migliorare la salute degli Italiani con la minore spesa possibile.

Michele Brignole
Presidente Nazionale
dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione (AIAC)
 
*Lunati M ed al.
Linee Guida AIAC 2006 all’impianto di pacemaker,
dispositivi per la resincronizzazione cardiaca (CRT) e defibrillatori automatici impiantabili (ICD).
 
**Proclemer ed al. Registro Italiano Pacemaker e Defibrillatori
Bollettino periodico.